image 1  
Negro Foundation  
 
 

Negro Foundation historical outline

 

The Homeopathy Museum - Historical Record, under construction, is an initiative of  Fondazione Negro . The objective of the location in Piazza Navona, 49 is to pursuit and carry on the work started by Antonio Negro, who founded in 1950 in this place, the Academy of Homeopathy. Here you will find a collection of books, old manuscripts, documents and antiques connected to Italian and Foreign Homeopathy, from the beginning up to today, kept together with a wide collection of Samuel Hahnemann’s works and a precious collection of old cases of homeopathic remedies. The aim of the Museum is to become a study and a research center for all those people interested to Homeopathy medicine that want as well to contribute to the Historical Record’s objectives and to the Foundation’s initiatives.

 

Il 25 Marzo si è spento a Roma Antonio Negro. Era nato ad Alassio il 17 giugno 1908. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l' Università di Genova si trasferisce a Roma come assistente del Prof. Nicola Pende. Si specializza in Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l' Università di Roma La Sapienza, dove ottiene la libera docenza proseguendo poi con l' insegnamento in Scienza dell' Ortogenesi.

La sua famiglia d' origine si era da sempre curata omeopaticamente. Prosegue questo indirizzo anche nel suo periodo universitario pre e post-bellico. E' nel dopoguerra che si dedica completamente all' omeopatia. Aderisce al gruppo degli omeopatici romani.

La mentalità universitaria lo porta a organizzare un primo Istituto Omeopatico che vede la luce in via Giuseppe Gioacchino Belli, poi in viale Giulio Cesare e infine in piazza Navona n. 49 dove l' Istituto si ingrandisce e si organizza creando una vera scuola di medicina omeopatica. Erede di questa prima fase è la SAMO. Nasce poi l' Accademia di Medicina Omeopatica della quale fanno parte i suoi primi assistenti.

Organizza congressi internazionali e mantiene rapporti con le più importanti scuole mondiali di omeopatia. Grazie a quest' impulso l' omeopatia si diffonde sempre più in Italia. Dalle tre uniche farmacie (Milano, Roma, Napoli) i rimedi si incominciano a reperire progressivamente in tutto il paese. Antonio Negro fonda la LUIMO a Napoli, creando un consenso che si estende al sud d' Italia, poi la SIMOH a Roma.

Allo studio clinico omeopatico del malato, aggiunge quello del profilo costituzionale, che sarà caratterstica delle sue scuole. Costante è il suo aggiornamento accademico. Il suo carisma e i risultati professionali gli procurano consensi diffusi e riconoscimenti prestigiosi italiani ed esteri, tra i quali l' Ordine Vaticano di San Gregorio Magno e il Premio del buon Samaritano.

 

 

 

Antonio Negro

Maestro di Medicina omeopatica

 

 

 Antonio NEGRO nasce ad Alassio, ultimo di tre sorelle,il 17.6.1908 da Francesco Domenico e Tommasina Massardo, nella casa oggi situata al civico 74 di Via XX Settembre, nel cuore della città. La famiglia, le cui origini risalgono al XIV secolo, è da tre generazioni alassina, tra Portovenere e Genova. Il padre, artigiano, è Consigliere della Società del Mutuo Soccorso, priore  della Confraternita di S.Vincenzo e orchestrale nella Banda Comunale. La prima infanzia di Antonio Negro si svolge tra i “carrugi” , piazza Ferrero e il mare. Il pittore Alberto Beniscelli, che  ha lo studio presso la sua abitazione, e con il figlio del quale, Gianetto,  Negro instaurerà una sincera e duratura amicizia, lo ritrae come modello in alcuni quadri a tema religioso (oggi dispersi).

 

L’ educazione , fin dalla scuola primaria, è affidata all’Istituto Salesiano di Alassio e alla Famiglia Salesiana. Con essa Negro conserverà un profondo legame per tutta la vita. Nell’Istituto incontra il Beato Don Filippo Rinaldi (terzo successore del fondatore dell’Ordine, San Giovanni Bosco) e Don Aurelio Piccagli, filosofo e grecista, nei confronti del quale nutrirà stima e riconoscenza. Don Carlo Magnano e Don Giuseppe Gaggero  lo introducono nella Filodrammatica alassina, di cui sarà per molti anni  un apprezzato protagonista. La direzione dell’Istituto Salesiano lo nomina Presidente del Circolo “Auxilium” e successivamente lo chiama a dirigere l’Oratorio salesiano, incarico fino ad allora riservato soltanto ai sacerdoti dell’Ordine.

 

Conseguita la maturità classica, Antonio Negro manifesta la volontà di intraprendere gli studi di medicina, iscrivendosi alla Regia Università di Genova. Lo incoraggia e lo consiglia Dante Biscella, medico di famiglia, milanese, omeopata perfezionato presso l’Hahnemann Medical College di Filadelfia (USA), sotto la guida di Costantine Hering, il padre della medicina omeopatica statunitense. Biscella, per l’ ottima conoscenza della lingua, è il medico cui si affidano numerose famiglie della colonia inglese di Alassio, presso la quale la medicina omeopatica è nota e apprezzata. L’incontro di Antonio Negro con l’omeopatia risale quindi alla sua infanzia ( “….avevo dodici anni quando appresi la parola omeopatia”). L’umanità e la professionalità di  Biscella,  suo primo Maestro, condizioneranno per sempre la  vita e il  lavoro di Antonio Negro. A Genova frequenta le lezioni di grandi Maestri della medicina, tra i quali Edoardo Maragliano  e Nicola Pende L’incontro con Pende è decisivo per il suo destino professionale. Pende proviene da Bari dove, nel 1925, ha fondato la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Nel  1926 è chiamato a  Genova a dirigere l’Istituto di Biotipologia. Negro lo incontra quando , divenuto direttore della Clinica Medica, sta intraprendendo gli studi che lo porteranno a dar vita alla moderna endocrinologia italiana. Ne diviene allievo interno e, sotto la sua guida, nel 1935,  consegue la laurea di medicina e chirurgia, con pieni voti. Pende conosce i principi della medicina omeopatica. Il suo Maestro, Giacinto Viola, ha redatto la voce “omeopatia” per l’ edizione del 1935 dell’Enciclopedia Italiana Treccani, sottolineando i meriti di questa dottrina. I principi dell’omeopatia sono vicini a quelli del costituzionalismo che in quegli anni Pende sta promuovendo. Negro viene pertanto incoraggiato ad approfondire la ricerca clinica in questo settore. Nel 1936 Pende viene chiamato a dirigere la Patologia Medica dell’Università di Roma La Sapienza. Nonostante il forte legame che lo lega alla Liguria e alla famiglia, Antonio Negro decide di seguirlo.

 

Dal  1936 Antonio Negro rimarrà accanto a Pende fino al congedo del Maestro dalla  vita accademica nel 1950.  La sua formazione scientifica,  la metodologia clinica, la capacità  didattica si sviluppano e si perfezionano in questi anni, pur condizionate dagli eventi bellici e politici. Negro si specializza in Endocrinologia e ne diviene Libero Docente. Al Policlinico Umberto I° di Roma dirige l’Istituto di Scienza dell’Ortogenesi , della quale  gli viene affidato anche  l’insegnamento nella Facoltà, che conserverà fino agli anni Sessanta. Durante la guerra ,dopo aver effettuato la leva militare presso il presidio sanitario di Cagliari,  presta il servizio presso l’Ospedale Militare del Celio di Roma, come Dirigente ufficiale medico. Con questo ruolo, durante l’occupazione tedesca di Roma, si adopera  a favore di numerose famiglie ebree, riuscendo a simulare  ricoveri ospedalieri e a trasferire i rifugiati  in alcuni istituti religiosi della Capitale. Per tale impegno, la Keren Kayemeth Leisrael , alla sua morte, gli  dedicherà un albero di ulivo sulle colline di Gerusalemme.

 

Nel 1944 Antonio Negro sposa Clara Ceccarelli, figlia di Giuseppe Ceccarelli (Ceccarius), illustre esponente della cultura italiana del Novecento. Clara presta servizio nella Croce Rossa, con il gradoni Sottotenente. E’ stata decorata al valore per la resistenza  nella battaglia di Porta S.Paolo del settembre 1943. Da lei avrà due figli, oggi entrambi medici, Francesco Eugenio, medico omeopata e  attuale Presidente della Fondazione “Antonio Negro” e Paolo, ordinario di chirurgia generale nell’Università di Roma  La Sapienza.

 

A Roma, durante i primi dieci anni che lo vedono impegnato nella vita accademica e ospedaliera, Antonio Negro non dimentica la medicina omeopatica, anzi ne approfondisce lo studio e ne verifica l’efficacia nell’attività assistenziale istituzionale. Si iscrive al Centro Romano di Omeopatia, che riunisce un piccolo ma significativo gruppo di medici. Tra questi, Tommaso Cigliano di Napoli, Pomello Chinaglia di Bologna, i fratelli Bruno e Ugo Tosi di Arezzo, Riccardo Galeazzi Lisi di Roma e il suo primo maestro di omeopatia, Dante Biscella. Grazie ad essi l’omeopatia italiana del primo Novecento è sopravvissuta al declino iniziato alla fine dell’Ottocento e che si è protratto anche dopo il primo conflitto mondiale. Negro, che del Centro assume ben presto la Direzione,  comprende la necessità di un rinnovamento. Nel 1947, presso l’abitazione privata riunisce i primi medici e studenti desiderosi di apprendere la medicina omeopatica, dando così inizio  all’insegnamento e all’opera di diffusione dell’omeopatia che lo impegneranno per tutta la vita. Il 29 luglio 1947 , insieme ai  suoi primi collaboratori (Baratta, Pavignano, Santini, Sardoni) ed alcuni amici sostenitori (De Leva, Lucenti , Pantaleo  e Ristori), fonda il Centro Ippocratico Hahnemanniano Italiano (C.I.H.I.). “Da questo movimento scientifico omeopatico italiano – scrive Negro – dipenderà la diffusione dell’omeopatia nel nostro Paese ove è tempo che raggiunga lo sviluppo conseguito nelle altre nazioni”.  E’ la nascita della medicina omeopatica italiana moderna. Al C.I.H.I. di Roma, Negro affianca l’Associazione Omeopatica Italiana (A.O.I.), che riunisce medici, simpatizzanti e pazienti, la prima Biblioteca Omeopatica Circolante, l’Ambulatorio Omeopatico Romano ( in Via Gioacchino Belli) per i malati poveri. Presso il C.I.H.I. inaugura, nello stesso 1947, primo in Italia, un Corso di Studi di Medicina  Omeopatica. Le lezioni si svolgono presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico “Universitas Aromatorium Urbis” ( in Via S. Lorenzo in Miranda), successivamente presso la nuova  sede del C.I.H.I. ( in Via Giulio Cesare). Al  C.I.H.I. è associato, dal 1949, l’Istituto di Medicina Omeopatico (I.M.O), con sede Roma e  Milano. In questa iniziativa lo sostiene un amico di infanzia, il Conte Giancarlo Dal Verme di Milano, tenace promotore dell’omeopatia, incontrato ad Alassio all’inizio degli anni Trenta. Grazie al lavoro dell’I.M.O, la medicina omeopatica diviene oggetto di crescente interesse anche da parte dei farmacisti che, sempre più numerosi, intraprendono rapporti commerciali con le Aziende  farmaceutiche, fino alla diffusione attuale su tutto il territorio nazionale.  A riconoscimento della sua opera svolta  in questo settore, l’ Universitas  Aromatorium Urbis lo nominerà  Nobile Collegiale.

Nel 1953 fonda l’Accademia Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana (A.I.M.O.H.), facendo confluire in  essa le attività istituzionali del C.I.H.I., prima tra tutte quella didattica, con un Corso triennale, rivolto a medici e studenti di medicina. La sede è quella, divenuta poi “storica”, di  Piazza Navona in Roma. Pende partecipa all’inaugurazione, avallando così l’impegno e il lavoro del suo allievo. L’Accademia diviene in breve tempo il punto di riferimento per tutti i medici italiani che desiderano conoscere e praticare l’omeopatia. Il numero dei collaboratori e degli allievi cresce in modo significativo (Catena, Fontana, Galeazzi, Leoni, Mosso). Nel 1954 Negro fonda la rivista “Rassegna di Medicina Omeopatica”. I risultati dell’attività dell’Accademia  e della pratica clinica  consentono la realizzazione di numerosi lavori scientifici  e l’organizzazione, negli anni successivi, di cinque Congressi Nazionali, che si svolgono a Roma  presso l’Istituto di Genetica dell’Università La Sapienza di Roma, diretto da Luigi Gedda.  Nel 1972, l’ambulatorio romano della I.M.O. si trasforma nella Società Ambulatori di Medicina Omeopatica (S.A.M.O.) di cui Negro assume la direzione sanitaria. La Società coordina l’attività  clinica della sede di Roma e di altre sedi periferiche (Terni, Orvieto, Viterbo). Nel 1972 nasce la “Collana di medicina omeopatica” (Fratelli Palombi editori, Roma) da lui diretta.

 

Nel frattempo, dal 1970, Antonio Negro ha iniziato, a Napoli,  la collaborazione con Alma Rodriguez, chimico-farmacista e medico, che lo  impegnerà, fino al 1991, nella riorganizzazione della medicina omeopatica partenopea, parallelamente ai suoi impegni romani. Fonda a Napoli il Centro di Medicina Omeopatica Napoletano (CE.M.O.N.) intitolato a Tommaso Cigliano, con il fine specifico dell’insegnamento dell’omeopatia  e della sua diffusione. L’attività didattica inizia nello stesso anno. I Corsi triennali,  che si svolgono nelle sede di Napoli e nella sede succursale di  Roma,   richiamano medici da tutta Italia. Si intensificano nel frattempo i rapporti internazionali di Antonio Negro, che già in passato lo avevano fatto incontrare con le più note figure dell’omeopatia europea, tra cui Leon Vannier, caposcuola dell’omeopatia francese e Pierre Schimdt , caposcuola dell’omeopatia svizzera. Nel 1971, in occasione del Congresso della Liga Medicorum Homeophatica Internationalis (L.M.H.I.) in Buonos Aires,  pone le basi per la creazione  di una scuola universitaria. Nel 1976 nasce a Napoli la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica (L.U.I.M.O.) intitolata al fondatore dell’omeopatia,  Samuele Hahnemann. Sono cofondatori, insieme ad Antonio Negro e Alma Rodriguez, due leader della medicina omeopatica internazionale, Tomas Paschero  di Buons Aires e Proceso Sanchez Ortega  di Città del Messico. Al Comitato Scientifico della L.U.I.M.O. aderiscono anche alcuni docenti degli Atenei statali di Napoli e di Roma. Le attività didattiche e congressuali dell’Università ricevono prestigiosi patrocini, tra i quali quello della Presidenza della Repubblica Italiana (1976). L’Istituto Superiore della Sanità designa la L.U.I.M.O. membro della Commissione “Medicina Omeopatica” e Antonio Negro referente. Nel 1976 viene eletto Vice-Presidente della Liga Medicorum Homeopathica Internationalis, incarico che conserverà fino al 1988, quando verrà nominato Socio Onorario. In questi anni intensifica l’attività congressuale e suoi rapporti con l’estero. Numerose sono le società internazionali che lo accolgono tra i loro iscritti. Nel 1990, dopo venti anni di impegno didattico e clinico, Antonio Negro lascia Napoli. La L.U.I.M.O, e il CE.M.O.N. sono ora realtà consolidate e di riferimento a livello nazionale ed internazionale. Oltre 5000 medici risulteranno, fino ad oggi, aver appreso i principi dell’omeopatia presso questa Scuola.

 

Nel 1991, nonostante l’età avanzata, Negro dà inizio a Roma ad un nuovo progetto. Affidata la direzione della S.A.M.O. al figlio Francesco Eugenio, fonda, con gli allievi dell’ultima generazione, una nuova Società, la Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana (S.I.M.O.H.), di cui rimarrà Presidente fino alla fine della sua vita. Gli sono a fianco due docenti dell’Università Cattolica del S.Cuore di Roma, Maria Letizia Salvi e Leonardo Antico. Le attività della Società sono numerose e comprendono l’assistenza clinica, la ricerca e l’insegnamento: nel 1992 la Biblioteca Italiana di Medicina Omeopatica “Evelino Leonardi”,  nel 1994 il Cenacolo Hahnemanniano “Ferdinando Meconi”, nel 1996 il Centro Studi di Biopatologia ed Ortogenesi omeopatica “Nicola Pende”, nel 2002  il Centro Omeopatico per lo studio delle persone con ritardo evolutivo disgenetico. Nel 1993 Negro promuove la Collana editoriale “Similia Similibus Curentur”, nel 2006 istituisce il Premio “Samuele Hahnemann”.

 

Ultima realizzazione di Antonio Negro è la creazione, nel 2006, del Museo dell’Omeopatia- Archivio Storico. Il Museo, primo in Italia e secondo in Europa, per il materiale raccolto, soltanto  a quello della Fondazione Bosch di Stoccarda, riceve il patrocinio da parte del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e degli Assessorati alla Cultura del Comune e della Provincia di Roma. La  sede è quella  storica dell’A.I.M.O.H., a Roma, in Piazza Navona 49. Al Museo Antonio Negro affida, per lascito, la sua biblioteca, l’archivio privato e quello  dell’Accademia . Nel 2007 pubblica, in collaborazione con il figlio Francesco Eugenio, la Bibliografia Omeopatica Italiana (Franco Angeli editore, Milano).

 

Nel 2008, in occasione del suo 100° genetliaco, Antonio Negro riceve  un personale riconoscimento da parte di S.S. Benedetto XVI. L’Ordine dei  Medici della Provincia di Roma gli conferisce un Premio speciale di benemerenza  . Questi riconoscimenti si aggiungono agli altri, numerosi, ricevuti negli anni, tra i quali:  Cavaliere dell’Ordine di S.Gregorio Magno nel 1964 (da parte di S.S.Paolo VI), Grande Ufficiale della Repubblica Italiana nel 1984 ( da parte del Presidente Sandro Pertini), Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana nel 1986 (da parte del Presidente Francesco Cossiga). Nella sua lunga carriera Antonio Negro ha prestato le sue cure a due Pontefici e a tre Presidenti della Repubblica italiana.

 

Antonio Negro si spegne, a Roma, il 25 marzo del 2010, a quasi 102 anni di età. Alla sua morte , la sua figura viene ricordata dai principali organi di stampa nazionali e locali e dalle reti televisive nazionali. Il cordoglio, nel mondo della medicina omeopatica italiana e  internazionale, è unanime Da tutti condivisa la consapevolezza della perdita del “padre dell’omeopatia italiana”,cui si deve, per larga parte, la diffusione e lo sviluppo negli ultimi 60 anni. Unanime è stata anche la riconoscenza per la sua straordinaria umanità espressa nell’esercizio della professione e alimentata da una profonda spiritualità. Per la sua dedizione alle cure del malato, nel 2004 aveva ricevuto il Premio “Buon Samaritano” da parte della Diocesi di Roma.  S.E. Arcivescovo Vincenzo Paglia, nella omelia funebre, ha riassunto la sua vita e la sua opera, definendo Antonio Negro “Amico di Dio, medico degli uomini”.

 

Dal momento della sua partenza per Roma, nel 1936, Antonio Negro non aveva mai dimenticato la sua terra di origine. Ne sono testimonianza le adesioni alla Arciconfraternita di S.Giovanni Battista dei Genovesi in Roma e alla Associazione Vecchia Alassio, così come il costante interesse per gli avvenimenti della sua città. Ad Alassio, dove tornava più volte ogni anno, aveva allestito uno studio privato dove svolgeva la sua professione e, al tempo stesso, insegnava la dottrina omeopatica, dando vita così negli anni, ad una “scuola ligure”. Nell’entroterra savonese, a Bardineto, progettava di realizzare un Centro medico specializzato, e nel frattempo, si dedicava all’assistenza dei suoi cittadini. Il suo legame con la Liguria lo aveva convinto a trasferire, negli anni Settanta, la residenza in Alassio, dove sperava di concludere la sua lunga vita. Nei suoi scritti, nei suoi discorsi, non mancava di ricordare Alassio “la mia piccola città natale”. Tommaso Schivo (Tomschi), storico alassino,……